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Entrata cuccioli e cerimonia dei peli

Ogni anno usiamo il racconto “I fratelli di Mowgli” per i momenti di entrata in branco dei cuccioli a ottobre e la cerimonia dei peli durante il campo invernale.

A ottobre la caccia è stata molto semplice: durante la mattinata il branco ha raggiunto il luogo dell’uscita (per i bergamaschi: santuario di Sombreno) prima delle zampe tenere. I nuovi avevano portato un oggetto che li rappresentava o a cui tenevano molto. il gruppetto si è nascosto vicino al santuario e ognuno ha lasciato il suo oggetto sul sentiero come indizio per il branco. I lupetti hanno dovuto cercare i nuovi cuccioli seguendo le tracce degli oggetti. Una volta finito il gioco, il branco doveva indovinare a chi appartenevano i vari oggetti, poi i nuovi entrati si sono presentati. Abbiamo terminato il gioco con il racconto giungla, troncando a quando Raska accoglie Mowgli tra i suoi cuccioli e scaccia Shere Kan.
Il gioco è uscito a metà, perchè molti dei nuovi cuccioli erano amici di lupetti del branco, per cui si conoscevasno già.

La prima sera del campo invernale abbiamo organizzato la cerimonia dei peli. Nel nostro gruppo il “pelo” è solo il cappellino verde ma durante il campo invernale consegnamo anche l’uniforme completa. Prima della cerimonia vera e propria abbiamo diviso i lupetto in coppie o triplette, formate da un cucciolo e un lupetto già promessato. Ogni coppia doveva cercare l’uniforme nuova del cucciolo e fargliela indossare. Una volta vestiti, i lupetti si dovevano dirigere verso la Rupe del Consiglio, un terrazzamento vicino alla casa, dove si è svolta la cerimonia vera e propria. Dopo la seconda parte del racconto, in cerchio, i vecchi lupi hanno chiamato una per una le coppie e il cucciolo veniva accompagnato in mezzo al cerchio dal fratellino più grande. I vecchi lupi gridavano “Guardate bene o lupi!” lanciando il berretto al lupetto. il bambino doveva prendere al volo il pelo e gridare il suo nome, poi tornava al suo posto. La cerimonia si è conclusa con gli urli di sestiglia e di branco. Tornati a casa, ci siamo scaldati con camomilla e panettone come Toro Grasso.

Punti di forza/nodi critici: è stato apprezzato il gioco serale nel bosco, avventuroso per i bambini che dovevano andare in giro “da soli”. (Ovviamente non li avevamo abbandonati a loro stessi, il sentiero era molto largo e noi capi controllavamo la situazione aiutati da alcuni r/s).

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Ingresso e accoglienza dei cuccioli in branco

DESCRIZIONE

Era ormai arrivato il momento dei passaggi, il branco si ritrova sabato pomeriggio in perfetta uniforme per salutare il c.d.a. pronto a raggiungere il reparto; dopo qualche lacrimuccia per i fratellini e sorelline ormai partiti, il resto del branco si rimbocca le maniche e si trova lanciato in una nuova sfida: riuscire a preparare per la domenica mattina seguente una festa di benvenuto per i nove cuccioli.
Molto semplicemente il branco si divide per età formando 3 gruppi: i più grandi si impegnano a preparare in cucina qualche dolcetto da gustare con i cuccioli, il secondo gruppo prepara festoni, palloncini, cartellone di benvenuto per addobbare la tana per una vera festa, infine il terzo gruppo prepara il quaderno di caccia per ogni cucciolo con le schede del branco (promessa, legge, motto, personaggi con parole maestre, ecc …) con relativa molletta con nome da regalare ai cuccioli.
Dopo tutti questi lavoretti il branco si concede una bella giocata per sfogarsi prima di cena e, dopo aver cenato, ecco arrivare in tana un nuovo capo, ma chi sarà mai?
Ovviamente il nostro Bigio prima di svelare la sua identità ai lupi spiega che se vorranno capire il suo personaggio dovranno riuscire a decifrare un messaggio, ma per fare ciò devono sfidarsi, maschi contro femmine, a una gioco che forse troppi non hanno mai giocato: una sfida alla ruota della fortuna!
Alla fine la squadra delle donne, comprando vocali e consonanti alla ruota, riesce a dare la soluzione: il compagno di tana di Mowgli! …. Ed eccoli acclamare a gran voce Fratel Bigio che entra ufficialmente nello staff dei lupi.
La mattina seguente tutti pronti a preparare la tana per l’arrivo dei cuccioli, con tutto il materiale preparato con cura il giorno prima. Ore nove ecco giungere alla spicciolata i nove cuccioli alla tana e li accogliamo subito il un cerchio dove li invitiamo a prendere posto in cerchio dove preferiscono (visto che le sestiglie ancora non esistono e verranno lanciate più avanti) e fare subito un bel giro di nomi per poi fare due salti in semplici giochi con l’obiettivo di imparare al più presto tutti i nomi di tutti!
Quindi i cuccioli sono poi invitati dal branco a entrare in tana, dove li aspetta una festa a sorpresa, e dopo aver gustato i dolci e ammirato i festoni, consegniamo a tutti e nove il quaderno di caccia e il fazzolettone bianco con molletta decorata da portare sempre con loro in caccia col branco.
La giornata continua poi con una messa e giochi di gruppo, tradizione del Sarnico.
I due sabati pomeriggio seguenti il branco si ritrova per la normale caccia del sabato, dove inizia il racconto dei Fratelli di Mowgli, spezzato in tre parti. Ovviamente quale occasione migliore per iniziare a lanciare un canto giungla? eccoci quindi a scoprire insieme ai cuccioli il canto “Attorno alla rupe” prima dei racconti, e dopo di questi il branco si trova lanciato in giochi a tema sul racconto (da difendere i cuccioli che sono reclamati da Shere khan o a vedere se tutti riescono a fuggire dall’agguato della tigre). Dopo la conclusione di ogni gioco al branco in cerchio, venivano letti un paio di versetti di Vangelo inerenti al racconto e gioco appena fatti.

L’ultima parte del racconto (l’accoglienza di Mowgli in branco con la presentazione al consiglio della rupe) viene lanciata in una caccia di due giorni, il terzo sabato siamo in caccia col branco col pernottamento fino a domenica pomeriggio. Ci trasferiamo in un oratorio vicino, e il racconto viene terminato con il lancio di un nuovo canto giungla, “Ulula alla luna”, e subito dopo tutti sono coinvolti nella danza di Bagheera che caccia il toro grasso.
Dopo la danza sfidiamo i nostri lupi a cacciare realmente un toro grasso nascosto nei paraggi dentro l’oratorio, e tutti si lanciano alla caccia e trovano subito un pentolone pieno di poc-corn che viene sbranato.
Ormai è arrivato il momento di lanciare le sestiglie, per dare una struttura al branco. Quindi, come si era sentito nel racconto che attorno alla rupe si radunavano vari lupi di varie età e colori di pelo, anche i lupi dovevano scoprire il proprio colore di pelo. Ad ognuno viene consegnato un palloncino (quelli d’acqua) gonfiato a aria che contiene un biglietto con sopra un nome, e probabilmente non era il suo. Quindi la prima parte del gioco era, dopo aver legato alla caviglia con un po’ di spago il palloncino, e creato due squadre, riuscire a calpestare e a far scoppiare i palloncini degli avversari senza farsi scoppiare il proprio.
Ogni volta che qualcuno veniva ucciso, doveva raccogliere il biglietto contenuto nel palloncino immediatamente e conservarlo per la seconda parte del gioco.
Alla fine ognuno aveva un biglietto che indicava il nome di un altro lupo e ogni biglietto era segnato con un simbolo. Per riuscire a conquistare il biglietto con il proprio nome, bisognava sfidare a scalpo la persona di cui si possedeva il biglietto, e chi vinceva la sfida aveva il potere di scelta se scambiare o no i biglietti (che dovevano essere mostrati prima della sfida). Quindi ci siamo trovati divisi in 5 squadre, che sono state presentate come le cinque sestiglie del branco con capi e vice: bianchi, neri, fulvi, pezzati re grigi.
Prima di un cerchio di famiglia felice, invitiamo i lupi a mettersi in perfetta uniforme, perché li a breve si svolgerà la cerimonia degli ingressi in branco dei cuccioli.
Viene chiamato un cerchio, in mezzo ci sono nove segna pista in legno vuoti (quelli che il nostro branco appende in tana su un tabellone per la pista personale) con pennarelli, e viene spiegato che mentre il branco intona il canto “Ulula alla luna”, i nove cuccioli sono invitati ad andare in mezzo al cerchio, prendere un segna pista e scrivere col pennarello il proprio nome e anno di nascita.
Quindi eccoci tutti in cerchio alla fine del canto con i cuccioli che tengono in mano il segna pista, ora una alla volta vengono chiamati da Akela a consegnarlo, rispondendo a una semplice domanda:” hai scoperto cosa vuol dire cacciare con il branco? Ti piace? “Ovviamente le risposte sono state nove si, quindi dopo la risposta di Akela “benvenuto nel branco” riprendevano posto nel cerchio che veniva rotto con un grande urlo.

NODI CRITICI

Il dubbio che ci ha accompagnati fino all’uscita era se i cuccioli sarebbero stati in grado già al quarto incontro di partire per una caccia di due giorni (evento dettato dai tempi forzati visto che quest’anno le attività nel nostro gruppo sono iniziate in ritardo per motivi interni), ma fortunatamente il dubbio è sparito in fretta vedendo come i cuccioli hanno giocato e cacciato col branco sin dal primo giorno.
Ci sono rimasti dubbi sull’efficacia dei versetti del Vangelo letti dopo i giochi e racconti, riescono i lupi a collegare ciò che hanno ascoltato e fatto con quei versetti del Vangelo?

OSSERVAZIONI VARIE

Per noi importante era riuscire a staccare l’idea di ingresso dal primo giorno di attività dei cuccioli, per questo abbiamo fatto una semplice festa di benvenuto al primo giorno e la cerimonia degli ingressi dopo un mese, dopo che le zampe tenere hanno scoperto cosa vuol dire cacciare col branco. Tutto questo ha portato ad un ottima integrazione generale e ad un buon clima di famiglia felice.
Cosa piacevole canti e danze giungla riscoperti, aiutano a creare l’ambiente fantastico e coinvolgono i lupi.

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